"Mi dedico soltanto a quelle cose che voglio veramente fare e che fanno vibrare una corda nel mio intimo… Sarebbe davvero meraviglioso se quello che noi realizziamo in forma di incisione si avvicinasse per quanto possibile alla perfezione, non soltanto tecnica, ma anche e soprattutto spirituale." Glenn Gould

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CD318 - omaggio a glenn gould

variazioni video

         
         
         
         
         

 

il personaggio

Soggetto individuato per la messinscena “la delirante introspezione di uno dei più grandi geni della musica e dell’arte del pianoforte”, tanto ossessionato dalla musica quanto dallo strumento perfetto, quanto dalla paura degli altri. Si ritira dalle scene a soli 32 anni, nel pieno della sua carriera, prendendo una decisione unica nella storia della musica: non esibirsi mai più dal vivo ma continuare a registrare concerti per pianoforte in isolate e solitarie sale di incisione ( siamo nel 1964 e la cosa è tutt’altro che consueta). Gould pensava che la registrazione non fosse soltanto un mezzo utile alla documentazione, ma soprattutto uno strumento indispensabile per far emergere nuove interpretazioni, un mezzo che avrebbe portato l’ascoltatore molto più vicino alla “Musica”  rendendolo attivo e attento.
Gould è stato un precursore dell’importanza della tecnologia nell’evoluzione dell’arte:
“Ho fede nell’intrusione della tecnologia giacchè, per essenza, tale intrusione impone all’arte una dimensione morale che trascende l’idea d’arte stessa”

 

l'aneddoto

Un giorno Glenn Gould tornava da New York in macchina. Mentre viaggiava ascoltava la radio. Si era sintonizzato su un canale nazionale che trasmetteva un concerto per pianoforte e orchestra. Quella musica inizia a farsi strada nel suo cuore. Glenn Gould si ferma per ascoltare meglio. Si commuove a quel tocco perfetto, alla densità di quelle note che lo trasportano via. Tra se e se pensa: io non suonerò mai così; questo sicuramente è un concerto di Horowitz ( che in quel periodo costituiva l’altro caposaldo dell’arte del pianoforte). Gould si dispera, piange per quella bellezza. Finchè una voce annuncia dalla radio: abbiamo ascoltato il concerto per pianoforte e orchestra di Mozart eseguito dall’Orchestra Sinfonica di Toronto. Al pianoforte .... Glenn Gould!