“Erchie : provincia di Brindisi, città
medievale, Comune d’Europa”.
Ebbene, proprio ad Erchie, nel cuore della Puglia arsa dal sole; lo stesso
sole degli antichi greci tanto che l’urlo di Eracle, o Ercole che dir
si voglia, ancora fa tremare; dove gli ulivi brillano nel grembo fertile di
una cultura millenaria, a cui popoli di tutto il Mediterraneo hanno ambito;
proprio qui, non succede più niente.
Uno “spleen” , ma uno “spleen”….
Una depressione da calura estiva dura tutto l’anno e fa sì che
l’immobilità del tempo sia la regola.
Urlando “no!” a tanta noia, spinto dal desiderio di vivere emozioni
forti, Il giovane protagonista di “Diario di Provincia” rinuncerà
al posto fisso da barbiere, presso il maestro di vita Angelino Sclerotico,
per tentare una nuova via: quella di censore della spazzatura. Ma questa esperienza
non darà il risultato sperato e dopo una serie di incontri sbagliati,
di tentativi falliti, di incidenti esilaranti, quando ormai la noia di sempre
sembrerà averla vinta sul Nostro, ecco che egli darà una svolta
trasgressiva alla sua vita trasformando radicalmente il proprio look e presentarsi
in piazza con la “cresta verde”. Solo l’uscita dei bambini
dalla scuola e il loro entusiasmo per la stranezza dell’acconciatura
impediranno il linciaggio da parte dei concittadini. Anche le mura domestiche
non saranno accoglienti e più tolleranti.
Si ride per un’ora e un quarto dei personaggi che popolano questa storia:
figure mitiche che, attraverso la narrazione, riconosciamo come appartenenti
anche alla nostra adolescenza e quindi universali, perché “tuttu
lu munno è paisi”.
In scena solo il corpo dell’attore e la sua forza espressiva in uno
spazio che via via diventa casa, officina, strada, piazza.
Si ride tanto, fino a scoprire che non sempre è bene quel che sembrava
finire bene,
ricordando “Gioventù bruciata”:
• “Perché facciamo tutto questo?”
• “Per vincere la monotonia, non ti pare?”
il messaggero- Maria Manganaro:...si
tratta di un monologo che l'attore pugliese sviluppa su un aintrigante tessitura
narrativa e un agile interpretazione sui diversi registri di altrettanti protagonisti
di un mondo marginale e chiuso, quello del minuscolo Erchie, pèrovincia
di Brindisi, città medioevale, comune d'europa...una prova d'attore
da non perdere, con largo spazio alla risata e un finale a sorpresa, che fa
venire in mente il meglio di Antonio Albanese.