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estratti critica
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presentazione |
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Siamo al sud, terra possente, irrigata con la cultura dell’Ellade più florida prima, col sangue del silenzio dopo, dove il rigore del sole è oro e colore negli occhi, negli animi, dove si potrebbe, con un po’…ma fa troppo caldo per cambiare le cose! Lo scirocco che c’è domina, come un dio, minore, e immobilizza, paralizza tutta quella gioventù possente, in attesa, davanti ai bar, in quaresima di sogni e le cui bocche sono pronte a mordere le più trucide bestemmie: qui tutto è predisposto perché niente cambi!!! Eppure in questa calura rassegnata una fragilità fa breccia.
Anche per questo la messinscena tiene conto della forma più semplice del teatro al meridionale, la narrazione, che si è scrollata di dosso la linearità del racconto per rimanere una narrazione per stati d’animo, quello dei personaggi alla presenza del narratore-testimone che non può far altro che constatare una storia che si ripete uguale nel suo tentare il cambiamento, sempre e ai più, poco gradito: stimmu meju quannu stimmu pescjiu! Ovvero stavamo meglio quando stavamo peggio!!!
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